Per gli adulti sono 10 mila, mentre per i più piccoli bisogna arrivare a 13 mila. Sono il numero di passi al giorno che occorrerebbe fare per evitare i chili in eccesso e il rischio obesità. Perché ormai dobbiamo renderci conto che i nostri bambini non vivono nel paese della mitica «dieta mediterranea», ma in uno che assomiglia sempre più agli Stati Uniti d’America dove ancora sono leader – anche in questo – nella maggiore presenza di persone obese. L’Italia intanto detiene il triste primato europeo del numero di bambini sovrappeso od obesi: quasi 4 su 10 – tra i 6 e i 9 anni – sono troppo in carne. Eppure un rimedio neanche troppo complicato ci sarebbe: oltre a quello di evitare di far mangiare troppi «cibi spazzatura» (forse meno semplice), c’è quello più immediato, muoversi. Facendo sport, iscrivendo i nostri figli a qualche società sportiva badando bene a quale attività essi sono più indicati (vedi per questo il nostro servizio a pagina 36). Gli esperti dicono che sono però i genitori ad avere una grossa responsabilità in questo ambito e probabilmente qualcosa va cambiato se siamo il paese dove in generale i più piccoli sono meno motivati a svolgere attività fisica. Trionfano le passioni sedentarie come videogiochi e tv. E manca quell’abitudine di un tempo ad approfittare degli spazi liberi della giornata giocando anche semplicemente in cortile, a nascondino, chiappino o a tirare due calci a una palla. Certo, non tutti hanno spazi consoni a questa esigenza e le scuole stesse sono carenti di strutture per l’educazione fisica. Per cui o si sceglie la strada dello sport in ambienti organizzati o si lascia i più piccoli seduti sul divano. Essere più consapevoli di questa loro esigenza forse però potrà produrre qualche scelta più virtuosa per il loro sviluppo psicofisico.
Ennio Battista
Ricordo molti anni fa quando i cortili erano popolati di noi bambini praticamente tutte le ore del pomeriggio (compiti permettendo) e dei giochi che inventavamo, dal calcio al nascondino. Chi era iscritto a qualche società sportiva non rinunciava comunque a partecipare alla vita ricreativa del quartiere. La Tv dei ragazzi ci interessava ma fino a un certo punto, e poi durava poco per distrarci dai giochi di cortile…